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| POSTURA
I PARAMORFISMI ED IL RUOLO DELL'EDUCATORE
( testo discorsivo su relazione )
Quando mi è stato proposto il titolo della relazione di oggi , ho pensato che non sarebbe stato sufficiente in questa sede richiamare le comuni nozioni sulla ergonomia a scuola o raffrontare i vari studi sui sovraccarichi funzionali nell’utilizzo dello zaino , ma occorreva allargare il fronte della comunicazione .
Non è facile parlare di postura in quanto è un termine che è carico di significati ma che è anche la semplice rappresentazione di ciò che noi siamo.
La definizione usuale più scientifica parlando in senso biomeccanico della postura potrebbe essere “ è l’atteggiamento che il nostro corpo assume in relazione all’ambiente in cui si vive ed in relazione alle leggi che regolano detto ambiente, prima fra tutte la forza di gravità.”
Insomma ( sarebbe) una risposta agli stimoli sensitivi.
Stimoli sensitivi che diventano ,se prolungati nel tempo, stimoli cognitivi che resteranno nella nostra memoria comportamentale .
La postura sarebbe quindi la trasposizione di ciò che siamo corporalmente, ma anche la manifestazione esteriore delle nostre conoscenze non solo del nostro motorio ma anche del nostro essere interiore..
Trasmettiamo il nostro “se” corporeo anche attraverso il gesto e il gesto diventa manifestazione dell’IO.
Questa concezione ci porta a comprendere che:concorrono alla elaborazione del nostro vissuto motorio e quindi alla nostra postura un insieme di fattori che sono determinati da molte variabili, anche se fondamentalmente l’uomo segue gli influssi del cambiamento delle abitudini sociali e comportamentali. La risposta a questi influssi sono le risposte adattative del suo corpo.
Per avere un rapporto sufficiente su questo modo di intendere l’essere motorio è necessario affrontare questi argomenti sotto più punti di vista .
Uno scientifico-sanitario che evidenzia le conseguenze delle abitudini sociali in particolar modo dell’ipocinesia dovuta al benessere che ha causato i comuni paramorfismi di origine ipocinetica;
una legata all’istruzione scolastica che, suffragata da alcune statistiche, rappresenta la necessità di integrare i programmi presenti per evitare l’abbandono sempre più frequente dell’attività sportiva in età evolutiva;
una sociale che studia gli effetti dell’esposizione dei fanciulli all’uso collettivo dell’immagine del corpo a scopo commerciale;
Uno proiettato verso la prevenzione attraverso un programma di educazione motoria improntato a suscitare migliori abitudini permanenti di vita .
ASPETTO SANITARIO
LA SINDROME IPOCINETICA
La sindrome ipocinetica comprende una serie di modificazioni anatomo-funzionali per mancato uso dei nostri organi.
Normalmente quando si parla di paramorfismi ci soffermiamo a parlare di quelli muscolo-scheletrici ma sappiamo che esistono anche paramorfismi metabolici, dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio e perfino paramorfismi di origine psicologica.
Sappiamo che si tratta di sindromi e non di vere e proprie patologie in quanto è possibile curarli e prevenirli modificando lo stile di vita .
ASPETTO EDUCATIVO-SCOLASTICO
Lo studio riportato analizza i dati sull’abbandono dell’attività sportiva in età scolastica, facendo coincidere la fase più diffusa agli anni della scuola superiore. Tale analisi coincide con la scarsa duttilità , ma anche disponibilità, dei programmi scolastici in considerazione di una trasformazione auxologica dove alla maturazione degli schemi della corporeità si contrappone una maggiore fragilità nella gestione dell’immagine di se con l’immagine collettiva ( o sociale del corpo ) . La conseguenza è spesso una caduta di stima ( o dell’autostima ) della propria immagine corporea con riflessi spesso dannosi nella maturazione della personalità .
Se i modelli sociali nella valutazione del nostro corpo hanno una incidenza negativa ecco la necessità della scuola di far valere e diffondere un modello positivo, un messaggio corretto per cambiare la cultura del corpo.
In questo senso è possibile usare il corpo come strumento di comunicazione.
Il mezzo può essere lo sport.
Il mezzo, lo sport questo il concetto; è necessario però che questo sia vissuto in termini educativi cioè atti a suscitare comportamenti attivi.
Ricordiamo le tre dimensioni del sapere : CONOSCERE, SAPER FARE , SAPER ESSERE. La trasposizione della conoscenza attraverso la pratica è nel suo divenire la stessa trasposizione del precetto cognitivo (ascolto – prova pratica quindi esperienza - feed-back di ritorno – autoproposizione del progetto perché so fare e quindi so essere) .
Il passaggio definitivo dall’ascolto (sapere ascoltare) a comunicare (saper trasmettere), è l’inizio di un circolo virtuoso difficile da sfaldare.
Il saper essere è l’unico modo per non dimenticare che una buona qualità della vita ci aiuta ad essere migliori .
EDUCAZIONE ALLA SALUTE E PREVENZIONE
Cosa deve fare e può fare la scuola per l’educazione alla salute ma soprattutto come deve farlo?
E’ necessario valorizzare i temi comuni tra la sanità e l’educazione ( quindi con la scuola) .
Occorre quindi inserire l’educazione motoria nel curriculum scolastico come fattore promuovente la salute.
Ruolo della scuola è sviluppare quella coerenza educativa di fondo che sappia aggregare in un unico sforzo formativo le forme sociali più solide e diffuse : Famiglia,scuola,associazione sportiva al fine di sopperire in termini educativi alla mancanza di quel cortile e di quella famiglia allargata dove la partecipazione degli anziani ( dei nonni ) , riserva importante di gesti motori ormai persi legati agli antichi mestieri , sapevano sopperire alle manchevolezze di una società in cui l’evoluzione del benessere porta spesso ad una involuzione dell’essere.
William Tomasello |
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| LO SPORT CHE NON C'E'
Alla luce dei fatti cui nel nostro quotidiano siamo costretti ad assistere, ci viene spontaneo fare delle riflessioni che vogliamo mettere per iscritto affinché il lettore possa meglio capire lo stato di disagio in cui ci veniamo a trovare quando si affrontano argomenti che hanno a che vedere con lo sport. Dietro questa macchina di interessi variegati che riesce a smuovere anche governi e personaggi di punta della politica nazionale si nascondono infatti comportamenti ed esternazioni che non hanno niente a che vedere con i reali e autentici intendimenti dello sport. Molto spesso il movente psico-pedagogico che tanto viene decantato come stimolo per le giovani generazioni, che da esso dovrebbero trarre spunti positivi per la loro crescita, a volte diventa solo un alibi pretestuoso per veicolare obiettivi, metodi e interessi decisamente riprovevoli e, in ultima analisi, diseducativi. Parlare di certo sport vuol dire ingaggi, finanza interessi leciti e illeciti. Nella società odierna si assiste da decenni ad una straordinaria crescita tecnica e quantitativa dello sport, che interessa fasce sociali di età sempre più ampia. Allo stesso tempo lo sport è fortemente amplificato dal sistema dei media che, oltre a grandi eventi come le Olimpiadi o i campionati del mondo o europei, hanno fatto conoscere al grande pubblico ogni genere di specialità sportiva, facendone un oggetto di consumo strettamente legato allo spettacolo, alla pubblicità, al mercato, all’editoria, al turismo e oggetto di indagine della fisiologia e tecnologia. Lo sport esige motricità sempre più raffinata, corpi scattanti ed efficienti.: è lo sport di èlite. Storicamente il corpo ha assunto di nuovo un ruolo fondamentale nella costituzione e nella caratterizzazione dei processi economici, politici e culturali fra il Settecento e l’Ottocento. La rivalutazione sociale del corpo è un fenomeno che oggi pervade ed interseca trasversalmente l’intera società. Il suo specifico luogo di individualizzazione è lo spazio ludico prima, sportivo dopo. Quando l’uomo scopre che attraverso il gioco-sport può fare “ ergomotricità” ( giocare per lavoro ) inizia a curare il suo corpo con sedute atletiche rigide, cure mediche e psicologiche per meglio ottimizzare il suo rendimento nei nuovi processi produttivi che prendono sempre più connotati economico-affaristici. Ciò porta però all’inizio del decadimento del corpo, usato come merce di scambio in una società disposta a pagare per vedere spettacolo. Stiamo così cominciando ad assistere a quella metamorfosi, che l’inventore dei moderni giochi olimpici ( de Coubertin ), non credeva potesse compiersi: la spettacolarizzazione del gioco-sport e il risultato a tutti i costi. Il gioco-sport entra nella grande finanza, viene quotato in borsa, viene fagocitato dai media che nella loro diffusione ricavano profitti. Essendo lo sport spettacolo, il pubblico presente alle competizioni vuole lo scontro, la supremazia dell’atleta contro l’atleta, della propria squadra del cuore contro la squadra avversaria. Siamo ben lontani dalle ingenue e spensierate riunioni di fanciulli e giovani che si riuniscono per giocare, senza regole scritte, perché le improntano al momento, non hanno sponsor, non hanno campi di gioco ne tifosi ne federazioni che li supportano, ma sono animati semplicemente dalla gioia di giocare. Siamo alla cronaca di tutti i giorni: atleti che vivono momenti di gloria, di fama, di ricchezza per poter mantenere i privilegi raggiunti, pressati da chi non conosce il significato puro dello sport, e che per poter mantenere alto il livello dello spettacolo e appagare le voglie del pubblico pagante, arrivano all’illecito, alla droga, all’irreparabile. Siamo così ad un punto di non ritorno, siamo allo “sport che non c’è”…. L’evento sportivo si compie in un’arena dove l’atleta è il toro che si muove nella sua solitudine, mentre il pubblico grida, osanna, fischia, impreca, perché vuole spettacolo fino all’esaurimento. Purtroppo il gioco al massacro continua e a volte si conclude tra le pareti nude e fredde di una camera d’albergo.
Prof. Antonino Cosentino |
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| Purché l’evoluzione del benessere non porti all’involuzione dell’essere
Essere attraverso il gesto , ossia l’interazione tra
soma e psiche è un concetto imprescindibile.
E’ imprescindibile il fatto che l’uomo è coinvolto e
intimamente legato al mondo che gli sta intorno.
La nostra società troppo spesso eccede verso un modo di essere
solo esteriore, con una eccessiva esposizione di dettagli definiti
impropriamente intimi .
Il modo di essere “diversi” oggi
si avvicina sempre più ad una vera e propria omologazione.
L’immagine corrente è quella prevista e prevedibile non lascia spazio
alle originalità.
Siamo spesso incapaci di riconoscere la vera intimità, quella
profonda fatta di sentimenti ma anche di necessità relazionali.
Se la nostra consapevolezza si manifesta sul corpo con il movimento,
l’atteggiamento corporeo è anch’esso manifestazione della coscienza nell’appartenere ad un corpo fisicamente tangibile.
Ogni segno sul corpo resta come traccia indelebile anche
nell’anima.
Sarà necessario riconoscere le tracce, seguire i percorsi della
memoria , affinché la manifestazione del nostro essere sia più
vera e naturale.
Non possiamo delegare al principio di riconoscersi tra la folla.
W. T. |
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| LAVORARE AL PC PREVENZIONE DELLE ALGIE
Valutazione delle algie e comportamenti correttivi
Dolori alla spalla ed al collo
Possono essere causati da posizioni scomode
o da stiramenti eccessivi
Cosa fare
-Regolare la sedia e l’altezza del monitor
-Usare una tastiera appropriata
-Evitare posizioni che richiedono eccessivi
allungamenti del corpo
-Il materiale deve essere posto a 40/45 cm
di fronte al corpo
- Porre l’elemento più importante di fronte o in funzione dell’occhio dominante
dolori alla schiena possono essere causati causati da posizioni fisse o costrette
Cosa fare
-Cambiare spesso la posizione
-postura corretta
-Sedie e superficie di lavoro idonee
Dolori alle braccia e alle mani spesso generati da movimenti ripetitivi , pressione,stress emotivo
Assetto ergonomico del braccio
Considerando che la digitazione viene effettuata articolando le dita sui metacarpi e questi sul polso,
la naturale posizione addotta delle braccia aiuta a stabilizzare il corpo.
l’avambraccio flesso sul braccio è in posizione critica
perchè è sollecitato distalmente dai movimenti della
mano e quindi trasmette gli impulsi fino al gomito .
Cosa fare
- Usare un portadocumenti
- Usare un poggiapiedi
- Usare un supporto per il palmo della mano
- Concedersi delle pause periodiche fare esercizi di stretching
articolo informativo a cura di
W. T. |
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